X-Git-Url: https://gapil.gnulinux.it/gitweb/?p=gapil.git;a=blobdiff_plain;f=ipc.tex;h=920787398b707674e396f1f056911993c7f8faf4;hp=78d612f91270dfb2a6e799ec7fd49f9d6df66c44;hb=750bf2482350e5770a47fbdd76b7eacb88d376ab;hpb=730b0bb045c1794c4f4675605dc106b756e82d69;ds=sidebyside diff --git a/ipc.tex b/ipc.tex index 78d612f..9207873 100644 --- a/ipc.tex +++ b/ipc.tex @@ -3817,15 +3817,16 @@ per i quali richiede che: \subsection{Code di messaggi} \label{sec:ipc_posix_mq} -Le code di messaggi non sono ancora supportate nel kernel -ufficiale;\footnote{esiste però una proposta di implementazione di Krzysztof - Benedyczak, a partire dal kernel 2.5.50.} inoltre esse possono essere -implementate, usando la memoria condivisa ed i mutex, con funzioni di -libreria. In generale, come le corrispettive del SysV IPC, sono poco usate, -dato che i socket\index{socket}, nei casi in cui sono sufficienti, sono più -comodi, e negli altri casi la comunicazione può essere gestita direttamente -con mutex e memoria condivisa. Per questo, in assenza di una implementazione -uffiale, ne tralasciamo la descrizione. +Le code di messaggi non sono ancora supportate nel kernel ufficiale, esiste +però una implementazione sperimentale di Michal Wronski e Krzysztof +Benedyczak,\footnote{i patch al kernel e la relativa libreria possono essere + trovati \href{http://www.mat.uni.torun.pl/~wrona/posix_ipc} + {http://www.mat.uni.torun.pl/\~wrona/posix_ipc}.}. In generale, come le +corrispettive del SysV IPC, sono poco usate, dato che i socket\index{socket}, +nei casi in cui sono sufficienti, sono più comodi, e negli altri casi la +comunicazione può essere gestita direttamente con mutex e memoria condivisa. + + @@ -3834,9 +3835,12 @@ uffiale, ne tralasciamo la descrizione. Dei semafori POSIX esistono sostanzialmente due implementazioni; una è fatta a livello di libreria ed è fornita dalla libreria dei thread; questa però li -implementa solo a livello di thread e non di processi. Esiste un'altra -versione, realizzata da Konstantin Knizhnik, che reimplementa l'interfaccia -POSIX usando i semafori di SysV IPC. +implementa solo a livello di thread e non di processi.\footnote{questo + significa che i semafori sono visibili solo all'interno dei thread creati da + un sngolo processo.} Esiste un'altra versione, realizzata da Konstantin +Knizhnik, che reimplementa l'interfaccia POSIX usando i semafori di SysV IPC, +e che non vale comunque la pena di usare visto che i problemi sottolineati in +\secref{sec:ipc_sysv_sem} restano invariati. @@ -3845,7 +3849,29 @@ POSIX usando i semafori di SysV IPC. \label{sec:ipc_posix_shm} La memoria condivisa è l'unico degli oggetti di IPC POSIX già presente nel -kernel ufficiale. +kernel ufficiale. Per poterla utilizzare occorre abilitare il filesystem +\texttt{tmpfs}, uno speciale filesystem che mantiene tutti i suoi contenuti in +memoria,\footnote{il filesystem \texttt{tmpfs} è diverso da un normale RAM + disk, anch'esso disponibile attraverso il filesystem \texttt{ramfs}, proprio + perché realizza una interfaccia utilizzabile anche per la memoria condivisa; + esso infatti non ha dimensione fissa, ed usa direttamente la cache interna + del kernel (viene usato anche per la SysV shared memory). In più i suoi + contenuti, essendo trattati direttamente dalla memoria + virtuale\index{memoria virtuale} e possono essere salvati sullo swap + automaticamente.} abilitando l'opzione \texttt{CONFIG\_TMPFS} in fase di +compilazione del kernel, e montando il filesystem aggiungendo una riga tipo: +\begin{verbatim} +tmpfs /dev/shm tmpfs defaults 0 0 +\end{verbatim} +ad \file{/etc/fstab}, oppure dove si preferisce con un comando del +tipo:\footnote{il filesystem riconosce, oltre quelle mostrate, le opzioni + \texttt{uid} e \texttt{gid} che identificano rispettivamente utente e gruppo + cui assegnarne la titolarità, e \texttt{nr\_blocks} che permette di + specificarne la dimensione in blocchi, cioè in multipli di + \const{PAGECACHE\_SIZE}.} +\begin{verbatim} +mount -t tmpfs -o size=10G,nr_inodes=10k,mode=700 tmpfs /mytmpfs +\end{verbatim} %%% Local Variables: